Teoria bruciagrassi

teoria bruciagrassi

Esiste davvero una "zona brucia grassi" per perdere peso più velocemente?

Ultima modifica Una teoria, questa, piuttosto arcaica, che dev'essere necessariamente rivisitata. Osservando l'immagine in alto, apriamo una piccola ma importantissima parentesi sui carburanti energetici dell'organismo. Come mostrato in figura, in condizioni normali gli zuccheri intramuscolari ammontano a circa grammi, a cui si aggiungono i circa grammi epatici e l'esigua quantità di glucosio che circola nel sangue, dove viene mantenuta a livelli abbastanza costanti glicemia.

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Un altro carburante importantissimo è dato dai grassi, stipati in quantità elevatissime nel tessuto adiposo ed in minor misura tra le fibre muscolari. Nell'immagine non è invece indicato il terzo carburante dell'organismo, utilizzato soprattutto quando si accende la spia di riserva degli zuccheri; stiamo parlando degli amminoacidi muscolari e del pool amminoacidico presente nel sangue.

Si hai letto bene fascia brucia grassi

Volutamente, è stato tralasciato il contributo della creatinapoiché esula dai fini di questo articolo. Ne consegue che il carburante lipidico produce livelli prestativi inferiori a quelli generabili con l'utilizzo degli zuccheri.

Ma sarà vero? Cosa importante da considerare, innanzitutto, è il metabolismo: anche quando siamo seduti il nostro corpo ha bisogno di "carburante" per soddisfare le esigenze energetiche.

Il fattore limitante per il consumo di lipidi a scopo energetico è quindi dato dalla disponibilità di ossigeno a livello delle singole fibre muscolari; più energia è richiesta dallo sforzo e più ossigeno si consuma. Ma da cosa dipende la quota di ossigeno utilizzabile dai muscoli? Piuttosto, incidono significativamente sulla performance la concentrazione plasmatica di globuli rossi ed emoglobinae a livello muscolare teoria bruciagrassi densità del letto capillare, la composizione in fibre bianche e rossenonché il numero, la dimensione e l'efficienza degli enzimi che catalizzano le reazioni energetiche.

Saltare la corda

Tanto più questi sistemi sono efficienti e tanto maggiore è la percentuale di lipidi bruciata durante sforzi di intensità importante; gli zuccheri sono infatti limitati, quindi l'organismo cerca di risparmiarli utilizzando prevalentemente grassi.

Viceversa, per non attaccare le limitate riserve di questi nutrientinegli sforzi più leggeri l'organismo brucia prevalentemente grassi. In particolare, si stima che 60 - 90 minuti di teoria bruciagrassi molto intenso siano sufficienti per ridurre in maniera notevole le scorte di carboidrati. Se al termine dell'esercizio queste sono vicine all'esaurimento saranno poi necessarie 24 - 48 ore per ricostituirle.

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Per quanto detto, un modo teoricamente efficace per dimagrire sarebbe quello di allenarsi quando le scorte glucidiche sono già state significativamente ridotte da un precedente allenamento, da una dieta ipocalorica o dal digiuno notturno. Una soluzione, questa, potenzialmente utile, ma con una serie di limiti che abbiamo analizzato nell' articolo dedicato.

Una cagata pazzesca Vi ricordate la cortese barzelletta in cui un saggio padre insegnava al figlio la differenza tra teoria e la pratica, attraverso due semplici domande rivolte alla madre ed alla figlia? State perdendo tempo prezioso.

Purtroppo, si tratta di un ragionamento semplicistico e fondamentalmente sbagliato, per tutta una serie di ragioni: se vogliamo essere in grado di bruciare grassi a scopo energetico dobbiamo prima di tutto preoccuparci di aumentare la quota di ossigeno che arriva ai muscoli. Come fare, quindi, per elevare la densità di mitocondrienzimi e capillari a livello muscolare?

Le attività bruciagrassi

Tale regola vale soprattutto per i sedentari o per chi viene da un lungo periodo di sospensione degli allenamenti. Il programma andrà mantenuto per un periodo variabile dalle quattro alle dieci settimane, durante le quali, comunque, si potranno inserire degli allunghi e brevi tratti ad intensità leggermente superiore.

Scopo di questa prima fase è riuscire a correre migliori app per dimagrire almeno 40 minuti a bassa intensità senza pause e con relativa facilità.

E' ormai risaputo che il consumo calorico della camminata è pari a circa 0,5 KCal per kg di peso corporeo, poco più della metà di quanto si brucia correndo. Dunque, un soggetto di Kg che corre per 10 km brucia circa KCal, indipendentemente dall'intensità d'esercizio.

Due sono le obiezioni importanti a riguardo; la teoria bruciagrassi è semplicissima, ma nessuno sembra pensarci: nell'esempio abbiamo parlato di chilometraggio, non di tempo.

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La domanda sorge quindi spontanea e teoria bruciagrassi "Se in palestra abbiamo solo un'ora per allenarci, faremo più chilometri correndo teoria bruciagrassi bassa o ad alta intensità? La risposta, ovviamente, è scontata. Ma allora, se in questo arco di tempo il nostro individuo da kg percorre tre km in più, per quanto detto brucia anche KCal in più.

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Per lo stesso motivo, il consumo di grassi sarà inferiore in termini relativi grammi per kmma non più di tanto in termini assoluti grammi totali. Inoltre, non dobbiamo dimenticare le KCal bruciate in più, che per le leggi della termodinamica si rivelano di indubbia utilità per dimagrire.

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Esiste poi un terzo elemento, poco conosciuto, che spiega come mai la frequenza cardiaca per dimagrire debba comunque essere impegnativa. Stiamo parlando del debito di ossigeno. Al termine di un esercizio fisico le attività metaboliche non ritornano immediatamente al loro livello di riposo, ma necessitano di un tempo più o meno lungo a seconda dell'intensità e della durata dell'esercizio.

Più lo sforzo è stato impegnativo e tanto più questo periodo è lungo.

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In pratica, quindi, stiamo sottolineando come lo sportivo continui a bruciare più calorie del normale anche per un certo periodo dal termine dell'esercizio, periodo che sarà tanto più lungo quanto più intenso e duraturo è stato lo sforzo che l'ha preceduto. Tale fenomeno si spiega con la necessità di ripristinare le scorte energetiche, smaltire l'acido latticotrasformarlo in glicogeno ciclo di Coririossigenare la mioglobina e riparare le strutture macro e microscopiche lesionate dall'esercizio.

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Se vogliamo sfruttare al massimo quanto esposto nel punto precedente dobbiamo affidarci all' interval trainingche consiste nell'alternare tratti percorsi ad elevata intensità ad altri di recupero.

In questo modo si crea un debito di ossigeno molto grande, lo si recupera parzialmente e se ne crea una nuovo; l'intensità dell'allenamento arriva alla stelle e con essa il consumo calorico. Giustamente, con questa tecnica la percentuale di grassi utilizzata sarà abbastanza bassa, ma le calorie bruciate saliranno vertiginosamente sia durante che dopo l'esercizio.

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